Chiacchiere di vino, musica e cucina/Slowfood

Uno spazio in cui leggere in anteprima e dibattere gli articoli della rivista italiana di Slow Food: osterie e locande d'Italia, recensioni, Presìdi, inchieste, desco music, itinerari del vino e dell'olio, balloons, biodiversità, Comunità del cibo, degustazioni, cultura alimentare…

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Nome: slowsnail

11/07/2006

Chi cerca, trova (di Waki)

Un’altra anticipazione da Slowfood23, in uscita il 27 novembre, con un'intera sezione dedicata ai blog gastronomici.

Molto si dice di quelli che i blog li scrivono, ma ben poco su quanti invece, i blog, li leggono. Chi sono i lettori? Cosa vogliono? Cosa cercano? Chi siete voi, utenti più o meno attivi che i blog enogastronomici li seguite? Me lo chiedo davvero. Me lo chiedo soprattutto da quando ho scoperto il mondo delle chiavi di ricerca.
C’è un segretuccio infatti che temo farà venire i brividi a molti di coloro che cercano su internet le donnine nude dall’ufficio: l’anonimato in rete è un’enorme bufala, che non fa neanche buone mozzarelle. Non è vero che quando le luci si spengono e i bimbi dormono voi potete impunemente cercare la ricetta della torta di mele sbavando sulla tastiera senza che nessuno lo scopra. E no, non funziona così. Se volete ve lo spiego, come funziona. Google (che è il motore di ricerca più utilizzato) cerca nel groviglio planetario di milioni di pagine web le parole che avete digitato nel campo della ricerca e queste parole, da qualche parte, rimangono. Poi, secondo un calcolo complesso che assegna una gerarchia ai risultati, vi mostra i link e qualche frase dei siti che ha trovato. Voi che avete digitato ad esempio «torta di mele», vedrete che Google trova qualcosa come 492 000 siti che, secondo lui, trattano l’argomento e, beninteso, solo tra le pagine in italiano. Lui per cercarle ha impiegato circa 0,04 secondi. Voi che scorrete i primi 30 risultati con un po’ di ansia perché volevate solo rinfrescarvi la memoria sulla cara, semplice, tradizionale ricetta della torta di mele, dovrete fare un calcolo rapido e totalmente empirico per giudicare se i siti proposti vi interessano o meno. In genere dopo quattro minuti spegnete il computer, prendete il telefono e chiamate la zia Nives per sapere com’è che la faceva, quella torta di mele che ricordate di avere mangiato al compleanno di vostro cugino circa 15 anni fa. E lei se lo ricorda e ve la spiega. In soli quattro minuti. Grazie zia.

Le chiavi
Ma mettiamo che siate testardi o che quella buzzurra della zia non si ricordi della torta di mele («e poi dopo 15 anni che non ti fai vedere ti sembra l'ora di chiamarmi nel cuore della notte per una stupida torta?»). Bene. Avete digitato «torta di mele» su Google, dopo attento studio dei risultati prendete una risposta a caso, cliccate sul link, andate a leggere e scoprite che siete sul blog di Pippetto che scrive giustappunto del film Torta di mele uscito nel 1993. Ma ormai avete cliccato sul link e a nulla serve tornare indietro. Siete usciti allo scoperto. Chiunque può osservare che, cercando «torta di mele», voi siete andati a leggere il blog di Pippetto. E Pippetto lo sa. Vi vede. E gongola.
In effetti, per chi gestisce un blog è assai semplice ottenere una schermata con tutte le chiavi di ricerca utilizzate dagli utenti che sono arrivati sul suo blog nonché degli indirizzi Ip dei computer, del sistema utilizzato, del browser, della risoluzione dello schermo eccetera – il che equivale più o meno a lasciare la propria carta d’identità in un sexy shop.
Ebbene, il fatto che nulla di quello che fate su internet sia veramente un segreto ha alcuni aspetti positivi. Per le persone serie che un sito o un blog lo vogliono gestire in modo razionale, conoscere le chiavi di ricerca con le quali i lettori sono giunti sulle loro pagine è utile per analizzare gli interessi e le attese dei potenziali utenti/clienti (marketing).
Per gli altri, per noi, per me, queste chiavi di ricerca sono semplicemente una fonte di esilarante stupore.

Il prevedibile
Che cosa cercano dunque quelli che arrivano sui blog enogastronomici?
Principalmente ricette e, fin qui, la cosa pare abbastanza logica. Ma oltre alla «ricetta brasato», «ricetta pesto ligure» e «ricetta torta pasqualina», vedo anche che si è cercato «ricette facili» e «ricette per chi non sa fare niente» e un laconinco «uovo, ricordo solo questo». Senza parlare dei soliti volgaroni che cercano «come cucinare lo sperma» o come fare un «arrostino di merda».
Qualcuno digita disperato: «aiuto, cosa faccio per cena?».
Altri sottovoce confessano a Google: «mangio meduse».
Segno dei tempi, i più frettolosi chiedono come fare la «pastasciutta con la pentola a pressione» o un «dolce veloce con marmellata» e, ancora, «cinque minuti per preparare la cena» in aperto contrasto con chi annuncia: «tramezzino dieci ore».
Mi pare aumentino coloro che si interrogano sulle «conseguenze di avere mangiato pastina con uova scadute» e i già numerosissimi «uova scadute mangiate». Ma resta in cima alla mia personale classifica la ricerca del «segreto per un castagnaccio morbido» che mi fa pensare alle migliaia di castagnacci duri come pietre che debbono essere sfornati ogni giorno frantumando dentiere a decine.

Era quel che cercavo?
Molti che cercano sesso più o meno morboso pare non disdegnino digressioni culinarie se l’occasione si presenta: non mi spiegherei, se no, la presenza di numerose parole chiave inequivocabili approdate su blog enogastronomici. Me la immagino quella persona che nel cuore della notte digita su google «cetrioli infilare godere» e clicca su invio. Appaiono innumerevoli risultati. Scorre diverse pagine a quanto pare deludenti finché clicca sul link che lo porta dritto sul blog di una casalinga che espone in toni piuttosto lirici la sua ricetta per fare una fresca minestra di cetrioli, perfetta per tutte le stagioni. Con un certo interesse legge: « … basta infilare i cetrioli nel tritatutto e potrete godere di un attimo di riposo…». Di doppi sensi birichini neanche l’ombra ma, ormai, continua la lettura: « … è una ricetta adatta a tutti, gustosa e semplice, per rinfrescare e ristorare, vi servono solo dei cetrioli, sale, pepe, … ». I cetrioli li ha, sale e pepe anche, e ormai, dimentico della sua prima ricerca, finisce in cucina ancora con le braghe calate a svuotare il frigo cercando un barattolino di panna. Intanto i cetrioli sono già allineati sul tagliere a sgrondare l’acqua.

Eureka!
Tra le innumerevoli parole chiave che hanno attirato la mia attenzione, vorrei sottoporvi almeno le seguenti con un commentino tra parentesi:
– cosa mangiare quando si è nervosi (mazzetti di camomilla);
– aringhe nubili (amiche delle acciughe celibi);
– nausea dopo le ciliegie (ma li hai sputati i noccioli?);
– cernia patata (finalmente un ibrido utile);
– banane sonno (falle dormire, ’ste banane);
– gallina volante (quella che non voleva fare buon brodo);
– mele radiazioni (mele come meloni);
– questo è buono! (confessa, il vino?);
– ero così sbronza che (sei tornata a piedi);
– capello bianco normale (nella minestra, no);
– che verso fa il piccione? (quello in umido: slurp!);
– intossicazione gamberetti surgelati (scongelali prima di mangiarli);
– prugne lassative (conosco di meglio: gamberetti surgelati, da succhiare dopo i pasti);
– cozza depurata (mezza salvata);
– sognare di mangiare la cacca (cattivo presagio, suocera in arrivo);
– gnocche (le mogli degli gnocchi);
– mucchi (i mariti delle mucche);
– non ho fame (e non mangiare);
– bistecca elefante (tu invece tanta fame, eh?);
– strozzare cibo (se è vivo, sì, fai bene);
– ingredienti McDonalds’ (sei proprio sicuro di volerli conoscere?);
– mungitura sadomaso (transumanza perversa);
– non riesco a baciarti (promesso: la smetto con l’aglio);
– clitoridi sotto zucchero (ma in scatola o freschi?);
– mangiare trippe è sano? (troppe trippe per la truppa, no);
– dormire fa ingrassare (mangiare bene, invece, no);
– depilare orata (ecco, invece di squamarlo il pesce noi lo si depila!);
– sgonfiare la pancia dopo mangiato (allenta la cinghia);
– pasta scotta rimedi (immergerla nell’acido muriatico);
– datteri supposte (pare che i datteri siano migliori se assunti per via orale);
– cosa mangiare dei fagiolini (niente, butta via tutto);
– pasta al torchio (buona, ma un po’ pesante);
– perché bisogna mangiare? (per passare il tempo se no sai che noia);
– patate porcelle (sempre lì a guardare quei filmetti!);
– devo pulire il polpo (auguri);
– si beve con lo zampone (lo zampillo!);
– differenza carote crude cotte (le prime sono crude, le seconde sono cotte);
– pensa il kiwi che non sa nemmeno con cosa toccarsi (facciamo una petizione, povero kiwi!);
– voialtri vi annoiate perché non avete una vita interiore (però ci facciamo delle mangiate che tu te le sogni!).

La maggior parte delle parole chiave citate sono state scovate attraverso www.shinystat.it.

9 Comments:

Anonymous darkdirtydwarf said...

Complimenti per il post.
Si, ShinyStat e' una bella fonte di risate.. :)
E le tue aggiunte tra parentesi sono favolose!

05 dicembre, 2006 13:05  
Anonymous Anonimo said...

OT
ddd, pure qui ti ritrovo?
*anonima ma non troppo*

05 dicembre, 2006 22:15  
Anonymous lilli said...

uuuuu...era parecchio che non ridevo così con le lacrime e il male alla pancia

complimenti ai commenti

07 gennaio, 2007 23:38  
Anonymous Anonimo said...

COMUNICATO STAMPA

WWW.INFODECO.IT:
IL PRIMO SITO WEB IN ITALIA SULLE DENOMINAZIONI COMUNALI

E’ on-line il primo sito web dedicato interamente al “mondo” delle Denominazioni Comunali.
All’indirizzo www.infodeco.it si apre un nuovo spazio multimediale che racconta quotidianamente l’Italia a “certificazione De.Co.”, dove prodotti territoriali e antichi mestieri ristabiliscono il primato del rapporto con la propria terra e la propria storia.
Un sito web moderno e dinamico, in cui è possibile trovare in tempo reale qualsiasi informazione sulle Denominazioni Comunali, dalle modalità di applicazione, all’iter amministrativo sino alle tecniche di salvaguardia e promozione del singolo prodotto certificato come De.Co..
Una banca dati completa a servizio delle amministrazioni pubbliche e delle aziende e di chiunque si appresti a studiarne i contenuti, le forme e le disposizioni regolamentari.
Infodeco.it, grazie al suo Staff operativo, raccoglie tutte le informazioni sulle Denominazioni Comunali, censisce giornalmente i comuni che adottano la certificazione De.Co. per le proprie produzioni territoriali. Entra in contatto con gli Enti locali, supporta i produttori nei processi di promozione e di vendita, stabilisce un rapporto diretto con ricercatori, esperti e giornalisti che da anni studiano il fenomeno delle Denominazioni Comunali.
Infodeco.it raccoglie notizie, dati e informazioni su quei 500 comuni italiani che hanno adottato la Denominazione Comunale per le proprie produzioni agricole, artigianali e gastronomiche locali.
Un sito web che informa e interagisce con quell’altra Italia, spesso inesplorata, che mette in luce risorse naturali, antichi borghi, tecniche di coltivazione e abilità artigianali straordinarie. Città, luoghi e territori che vanno dalla Sicilia al Veneto, dal Piemonte alla Puglia, passando per la Toscana, l’Umbria, il Lazio e la Campania, che al loro interno raccontano civiltà, valori e tradizioni ancora integre e incontaminate.
Un sito web interamente a disposizione dell’utente, che grazie all’area l’Esperto Risponde dà la possibilità di avere in pochi minuti “la risposta alla tua domanda”; così come allo spazio Forum, completamente autogestito, che concede a tutti la possibilità di discutere, approfondire, lasciare la propria news ed entrare in contatto con l’affascinante universo delle Denominazioni Comunali.
Efficiente e praticato, Infodeco.it è, quindi, il primo sito web in Italia sulle Denominazioni Comunali, che nasce dalla volontà di costruire sul territorio nazionale un vero e proprio “network” tra i vari soggetti istituzionali e privati, impegnati nella valorizzazione e nella promozione delle proprie produzioni territoriali, come fonte di sviluppo e di crescita sostenibile.


Staff Infodeco
Mail to: info@infodeco.it

20 marzo, 2008 09:49  
Blogger synthesis srl said...

la nostra azienda di formazione accreditata dalla Regione Veneto sta promuovendo dei master non universitari in alcuni settori che potrebbero essere di vostro interesse. In particolare un master si occupa del wine business ed è finalizzato all’inserimento professionale nell’attività di commercializzazione del prodotto enologico. Un altro riguarda la food culture ed approfondisce la conoscenza del prodotto agroalimentare e gastronomico permettendo la specializzazione ed il perfezionamento della sua commercializzazione. Infine il master per tourist assistant e personal shopper garantisce l’acquisizione di solide conoscenze da sfruttare nel settore turistico e del consumo in genere. Va inoltre sottolineato che il costo di tali master è di 7500 euro l’80 % dei quali, però, è finanziato dalla Regione Veneto attraverso l’erogazione di voucher. Pertanto al richiedente resta da pagare il costo del restante 20% pari a 1500 euro. La durata dei master è di 500 ore suddivise in una parte teorica e in un’attività di stage da svolgere presso delle aziende ospitanti. Il termine ultimo per presentare la richiesta per l’assegnazione dei voucher è il 21 luglio. Qualora fosse di vostro interesse, per ottenere ulteriori informazioni siete pregati di contattare la Synthesis-srl via e-mail all’indirizzo master@synthesis-srl.com oppure di chiamare il numero 0498078751. Nel frattempo vi invitiamo a consultare il link http://synthesis-srl.com/master.php
La ringrazio per l’attenzione

08 luglio, 2008 16:35  
Blogger synthesis srl said...

la nostra azienda di formazione accreditata dalla Regione Veneto sta promuovendo dei master non universitari in alcuni settori che potrebbero essere di vostro interesse. In particolare un master si occupa del wine business ed è finalizzato all’inserimento professionale nell’attività di commercializzazione del prodotto enologico. Un altro riguarda la food culture ed approfondisce la conoscenza del prodotto agroalimentare e gastronomico permettendo la specializzazione ed il perfezionamento della sua commercializzazione. Infine il master per tourist assistant e personal shopper garantisce l’acquisizione di solide conoscenze da sfruttare nel settore turistico e del consumo in genere. Va inoltre sottolineato che il costo di tali master è di 7500 euro l’80 % dei quali, però, è finanziato dalla Regione Veneto attraverso l’erogazione di voucher. Pertanto al richiedente resta da pagare il costo del restante 20% pari a 1500 euro. La durata dei master è di 500 ore suddivise in una parte teorica e in un’attività di stage da svolgere presso delle aziende ospitanti. Il termine ultimo per presentare la richiesta per l’assegnazione dei voucher è il 21 luglio. Qualora fosse di vostro interesse, per ottenere ulteriori informazioni siete pregati di contattare la Synthesis-srl via e-mail all’indirizzo master@synthesis-srl.com oppure di chiamare il numero 0498078751. Nel frattempo vi invitiamo a consultare il link http://synthesis-srl.com/master.php
La ringrazio per l’attenzione

08 luglio, 2008 16:36  
Anonymous Anonimo said...

Si, probabilmente lo e

05 novembre, 2009 11:40  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

22 novembre, 2009 22:18  
Anonymous Anonimo said...

Perche non:)

23 novembre, 2009 15:34  

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